Il riso (Oryza sativa) è uno dei grandi protagonisti della storia dell’agricoltura mondiale. Le evidenze archeologiche pongono la domesticazione del riso in un periodo del Neolitico compreso fra 6.500 e 8.500 anni fa, nella valli centrale e bassa del Fiume Azzurro (Chang Jiang in cinese), nell’attuale Cina. Le due principali sottospecie di riso, japonica (seme corto e arrotondato) e indica (seme lungo e sottile), hanno probabilmente origine distinta, da progenitori selvatici che si sono evolutivamente separati molto tempo prima della domesticazione Neolitica.

Come per tutte le piante domesticate, il passaggio dalle specie selvatiche a quelle coltivate è dovuto alla selezione di alcune mutazioni (cambiamenti nella sequenza del DNA) che hanno cambiato caratteristiche fondamentali della pianta, rendendola progressivamente più adatta ai nostri utilizzi di coltivazione e alimentazione. Per il riso, i cambiamenti principali selezionati nel Neolitico sono stati la perdita della capacità di disperdere sul terreno i semi maturi, l’aumento del numero di semi per pianta e i cambiamenti del tempo di fioritura. Le caratteristiche della domesticazione iniziale sembrano essere state prima selezionate nella sottosospecie japonica e poi trasferite anche ad indica.

A questi iniziali cambiamenti, che hanno fortemente facilitato la coltivazione e aumentato la produttività del riso, ne sono succeduti molti altri in epoche storiche, a volte specifici della particolare area di coltivazione. Il miglioramento genetico tramite incroci e selezione continua tutt’ora.

Vedi anche Biodiversità, Geni e DNA